In effetti che senso ha un consiglio di lettura, oggi. Basta andare su Chat GBT, su Claude o su una delle tante intelligenze artificiali (mi raccomando, usiamo ancora le iniziali minuscole) per avere un panorama assai vasto, con richiami a recensioni (magari fatte da intelligenze artificiali), a valutazione (sulla base di dati elaborati da intelligenze artificiali), e comunque mi basta digitare un prompt ed ecco tanti romanzi gialli che, con varie sfumature, aderiscono ai miei desideri. Posso trovare anche suggerimenti che non collimano esattamente con il prompt iniziale, eppure, presentati in modo tale da incuriosirmi. Quindi, veramente, i consigli di lettura si fanno con Chat GBT, quindi che senso ha farli, se ognuno in un attimo può farseli da sé?
Gli esperti, ahimé, gli esperti divulgatori, per esigenze non troppo raffinate, in ambito culturale, si stanno avviando al prepensionamento, come tanti consulenti di professione, ogni giorno più obsoleti. Che cosa rimane allora? Rimane quello che rimarebbe se si stogliesse all’uomo un’astratta capacità di analisi, un’astratta conoscenza, la funzione puramente cognitiva. Questa è stata rimpiazzata. Ciò che al momento almeno non è stata rimpiazzata è la personalità di ognuno, il punto in cui la conoscenza e le esperienze personali, la temperie sentimentale, le intuizioni si uniscono in una persona. Non è stato rimpiazzato lo stile, di ognuno, che l’intelligenza artificiale potrebbe simulare, ma sempre su modelli già dati, quindi sempre un passo indietro all’invenzione e alla creazione continua di se stesso che realizza un essere umano (se va bene).
Per dire che in questa sezione del blog, non si troveranno “consigli di lettura” tout court, dedicati scientemente ad un certo target, a utenti accumunati da un interesse comune (la fantascienza e l’esplorazione di altri mondi…), ma i consigli di lettura il più possibili individuali, il più possibile legati alle ossessioni, follie, paure, desideri, sogni, di una sola persona, di un individuo, o della comunità in cui questo individuo vive. Infatti, non ci sono lettori, c’è solo un lettore che legge, quello che, per qualche strano motivo, risuona con l’individualità di chi scrive, come l’amore. Gli altri avranno altri amori o si accontenteranno dei consigli di una chat.


