1. Descrizione
Verso un sapere dell’anima (Raffaello Cortina, 1996), raccolta di saggi scritti tra il 1933 e il 1944, è considerato il manifesto del pensiero di María Zambrano (1904–1991), filosofa andalusa allieva di Ortega y Gasset, costretta all’esilio dal franchismo. Il volume traccia la genesi delle due forme di ragione che orientano tutta la sua opera: la ragione mediatrice e la ragione poetica. Contro la tradizione filosofica logocentrica, che ha progressivamente espulso l’anima dal campo del sapere, Zambrano rivendica la necessità di un pensiero capace di abitare la molteplicità del reale, il sentire dell’esperienza, le forme intime della vita. Filosofia e poesia, separate da Aristotele, devono ritrovare un ritmo comune: solo così è possibile ricostruire quell’«amicizia perduta» tra l’essere umano e il mondo. Un sapere dell’anima non è sapere sentimentale, ma radicale e mediatore, in grado di tenere insieme il rigore del concetto e la ricchezza dell’immagine poetica.
2. Commento
Perché abbiamo bisogno di pensare che sia necessario un sapere dell’anima, una conoscenza di ciò che non è comprensibile con il razionalismo? È un punto di mistero che possiamo accogliere o rimuovere. Se lo rimuoviamo, riteniamo che ciò che non è conoscibile con il razionalismo non esiste. Ciò che è reale è razionale, si diceva. Dobbiamo prendere una decisione. Vogliamo credere all’esistenza di ciò che ancora non conosciamo con la ragione? Forse con la ragione non lo conosceremo mai, ma se lo conoscessimo con la poesia (l’arte, ecc.) esisterebbe davvero o sarebbe solo immaginazione? Per questo è fondamentale la domanda sul “sapere”. Se si può conoscere, esiste. Se è inconoscibile, la sua esistenza è affidata alla fede. La scommessa allora è: possiamo conoscere molte cose con la poesia e non con il razionalismo. Abbiamo bisogno di questa compiutezza. Se facciamo all’uomo domande sulla sua natura di tipo razionalista, ne emerge un uomo come meccansimo; se facciamo all’uomo domande sulla sua natura di tipo poetico, ne esce un uomo che conosce il mistero e intuisce una sua appartenenza cosmica. Sono entrambe domande vere. Quando troveremo quella domanda che riesce a mettere insieme entrambi i punti di vista, così da restituire l’immagine di un uomo compiuto? Forse ancora oggi non possiamo, dal momento che siamo così indietro in un sapere dell’anima. Ma Zambrano ci sorregge in questo, in questo cammino, e come titola un saggio della raccolta che stiamo commentando, lei stessa rappresenta una “guida” in questo cammino di conoscenza dell’anima.
3. Citazione
“Ci sono verità, come quelle della scienza, che non mettono in moto la vita. Le verità della vita sono quelle che, penetrando in essa, la fanno muovere ordinatamente; quelle che l’accendono e la traggono fuori da sé, trascendendola e mettendola in tensione.”
3. Informazioni bibliografiche
Maria Zambrano, Verso un sapere dell’anima, Raffaello Cortina Editore, 1996.
4. Link per l’acquisto
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