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Piccoli fratelli

Anche se animali parlanti, ambientazioni incantate e essere fantastici abitano l'universo letterario di Piccoli fratelli, "questa non è una favola", come avverte l'autore nella pagina di apertura.

Dentro al muoversi dei vari personaggi immaginari, intuiamo un percorso più profondo e universale, quello di un'anima che combatte per venire alla luce. il giovane protagonista compie un cammino che inizia nel dolore, si consola con la bellezza della natura, lotta contro gli errori della civiltà e le sue punizioni, fino ad intuire il divino, incarnato nello splendore della vita che lo circonda. Incontrerà la compassione per i piccoli fratelli, gli animali del bosco, gettati in una civiltà che li schiaccia come schiaccia il suo desiderio di avere un'anima.

Insieme a loro cercherà un destino diverso. Essere pronto a sacrificarsi per esso, è l'incontestabile segno che l'anima è pronta a uscire dalle sue incertezze e a mostrarsi alta come uno stendardo.

"Come il coraggioso Emanuele punta le canne della doppietta verso il nonno-cobra, singolarmente e collettivamente dobbiamo interporre i nostri corpi contro l'oscurità. Una strada che dobbiamo percorrere e in cui metterci in gioco ed estirpare il nostro egocentrismo per un fine ultimo più grande: lucidare l'anima dell'universo perché risplenda in tutto ciò che lo compone" (Dalla Prefazione di Enzo Vitalesta).

Su di lui

Giovanni Simoneschi

Giovanni Simoneschi è nato a Milano.

Ha pubblicato numerosi saggi e monografie sul tema della disabilità. Alcuni suoi contributi narrativi sono presenti in cataloghi d’arte. Ha seguito corsi di scrittura con Antonio Moresco e Nadia Terranova.

Le antologie Con carta e inchiostro, Mai una tregua e Cento parole edite da Perrone Editore, contengono i suoi racconti. Vive e lavora a Roma.

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ANIMA AD ANIMUM CONIUCTA

Consigli di lettura

Antonio Moresco, Il grido, SEM

Moresco ricostruisce i presupposti culturali di un fatto cui ci avviciniamo con velocità crescente: l’estinzione di specie.

Richard Powers, Il sussurro del mondo, La nave di Teseo

Powers ricostruisce un legame fra gli esseri umani e la natura che non possiamo perdere.

Carla Melazzini, Insegnare al principe di Danimarca, Sellerio

Storie di ragazzi che frequentano una scuola speciale nei quartieri popolari e popolosi di Napoli, e di chi se ne prende cura.

Tommaso Greco, La legge della fiducia, Laterza 

Le città stato secondo Aristotele erano unite dall’amicizia prima che dalla giustizia. Il pensiero moderno ribalta il rapporto fra amicizia e giustizia, e affida alla legge e all’ubbidienza il fondamento del legame di cittadinanza.

Curiosità, Eventi e spunti di riflessione

In primo luogo che sia letteratura contemporanea!

Perché non dovrebbe essere contemporaneo ogni libro di narrativa o poesia pubblicato oggi?
Se vado in libreria ed acquisto un romanzo fresco di stampa, un romanzo stampato nel “presente”, sarà
certamente letteratura contemporanea!

Non è sempre detto.

Credo, infatti, che dobbiamo definire “contemporaneo”.

Essere contemporaneo, oggi, non vuol dire aver rotto del tutto con il passato. Sappiamo quanti movimenti
culturali sono stati profondamente contemporanei ispirandosi al passato. Il neo-realismo, il post-moderno…
il passato tornava da dietro la linea che aveva tracciato il modernismo, con funzioni culturali del tutto
contemporanee.

Allora?

Non sembra che oggi noi possiamo trovare il contemporaneo in specifiche forme letterarie, in particolari
stili narrativi, in esperienze avanguardistiche più o meno codificate: oggi tutto il materiale culturale dei
decenni e dei secoli, se non dei millenni passati, è a nostra disposizione, e quasi sullo stesso piano.

Allora?

Allora dobbiamo cecare una risposta non nella distinzione cronologica, mimando la suddivisione dei periodi
della storia, confondendo letteratura con storia della letteratura. Dobbiamo dare una definizione intrinseca
di letteratura contemporanea, una definizione imperniata sulla qualità essenziale (la quintessenza?) di tale
letteratura.

Per fortuna ci viene in aiuto Nietzsche nella Prefazione a Sull’utilità e il danno della storia per la vita, in cui
definisce come «inattuale» il tentativo di «intendere come danno, colpa e difetto dell’epoca qualcosa di cui
l’epoca va a buon diritto fiera». Aggiunge:
«Ma questo devo potermelo concedere già per professione, come filologo classico: non saprei infatti che
senso avrebbe mai la filologia classica nel nostro tempo, se non quello di agire in esso in modo inattuale –
ossia contro il tempo, e in tal modo sul tempo e, speriamolo, a favore di un tempo venturo».

Il filologo classico di Nietzsche non è forse lo scrittore contemporaneo di oggi?
Letteratura contemporanea è “letteratura inattuale”, che critica, quasi offende, il proprio tempo, questo
mondo presente, che ne propone articolazioni diverse, che propone visioni che mettono in crisi il presente
e allo stesso tempo gli offrono il modo, gli presentano la via, per evolvere e cambiare.

Sembra che, paradossalmente, la letteratura contemporanea, sia una letteratura non proprio del presente,
inattuale, appunto.

Riusciremo a trovare tali libri? Riusciremo ad avere buone guide per trovare questi libri “inattuali”? Dentro
l’affollamento editoriale dei nostri tempi scoveremo quelli inattuali, forse i soli libri “giusti”?

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