“Piccoli fratelli” alla Libreria Eli di Roma

Il 7 febbraio 2026, presso la Libreria Eli di Roma, l’amico Enzo Vitalesta ha presentato il mio ultimo romanzo, Piccoli fratelli, edito da Palombi Editore – Libreria Eli. L’attrice Alessandra Fabiano ha letto alcuni brani del romanzo suscitando molta impressione sul pubblico. Al termine della presentazione è stato eseguito il commento musicale del compositore di musica contemporanea Claudio Gabriele ispirato al romanzo e magistralmente eseguito dall’ensemble “Flessibilità Lineari Quartet” che ha incantato e stupito con le sue sonorità rarefatte e stupefacenti.

I presenti hanno apprezzato la simpatia della presentazione e la Libreria Eli, luogo affascinante fra i più noti e apprezzati della Capitale.

Di seguito riportiamo la Prefazione di Enzo Vitalesta al romanzo, che sintetizza efficacemente il suo intervento.

Enzo Vitalesta e Giovanni Simoneschi

“Piccoli Fratelli indica da quale parte stare. L’autore prende posizione e ci invita a farlo. Si schiera con quella parte dell’umanità che, insieme al resto dell’universo, condivide un’anima luminosa ancora splendente nel buio dei nostri tempi. Il riscaldamento climatico, le crisi ambientali, le guerre, fenomeni apocalittici moltiplicati e sovrapposti, ci svelano il miraggio di una spiaggia ultima, in riva a un laghetto magico, che pare irraggiungibile. È quanto mai il momento, ora e adesso, di alzarsi in piedi, volgere lo sguardo agli astri e ridefinire la rotta.
Il protagonista del libro, Emanuele, un ragazzo adolescente, punta verso il nonno-cobra le canne di una doppietta. E lo costringe a togliere la catena al cane, a liberarlo. Inizia la storia di un conflitto, la resistenza di animali parlanti che, insieme a Emanuele, combattono per la loro anima. La cultura della non cultura, l’atomizzazione dell’essere, la solitudine competitiva, i segni di una realtà opprimente e violenta, sono i nemici: uomini svuotati le cui immagini assumono distopicamente i tratti di un cobra, di un avvoltoio, di un drago.
Emanuele fugge dal “mattatoio” luogo di sofferenza e uccisione di animali, in cui il nonno-cobra lo porta in visita punitiva. E insieme ai suoi tre piccoli amici, animali parlanti – un porcospino, una lepre e una volpe, a cui si aggiunge il cane liberato – intraprende un viaggio incantato per difendere l’anima luminosa del “daino bianco”,
uno splendore che in ognuno di noi brilla in differente intensità. Una fiamma che negli uomini svuotati si è ormai spenta da tempo. Il nonno-cobra, il consigliere-avvoltoio, l’accalappiacani-drago, li braccano per boschi e valli sospinti dal loro unico desiderio di un trofeo eccellente: imbalsamare il corpo del “daino bianco”, spegnere l’anima dell’universo.

Emanuele e i Piccoli Fratelli lottano contro il tempo per raggiungere il laghetto magico, in cui l’animale simbolo di luce e ribellione si abbevera, prima dell’arrivo dei fucili del nonno-cobra e dei suoi sgherri. In un incontro incantato nei boschi, la Nonna di Emanuele, empatica e dolce, indica loro gli ostacoli che dovranno affrontare durante il cammino: il Diavolo della roccia e l’Uomo. I due miti che si frappongono tra loro e il laghetto magico, luogo spaziale e mentale in cui proteggere il daino bianco, salvare se stessi e pervadere l’universo della loro anima. Emanuele e i nostri piccoli amici compiangono il dolore, umano quanto lacerante, del Diavolo della roccia, il padre che ha lasciato morire il figlio perché differente da lui. Trapassano l’inutile gigantismo dell’Uomo, stordito e imbambolato dal proprio ego circolare e ridondante. Ragione di una cultura antropocentrica e distruttiva a cui si contrappone la sensibilità olistica di Emanuele, lo spirito che anima l’uomo parte della natura.
Alla fine del loro percorso, tra incontri surreali e ostacoli emotivi, intravedono finalmente tra gli alberi le acque del laghetto magico e il bianco luccicante del daino sacro.
Un viaggio immerso in una natura sognata che è anche il percorso interiore di ognuno di noi alla ricerca di un sé spirituale e della propria anima. Come il coraggioso Emanuele punta le canne della doppietta verso il nonno-cobra, singolarmente e collettivamente dobbiamo interporre i nostri corpi contro l’oscurità. Una strada che dobbiamo percorrere e in cui metterci in gioco ed estirpare il nostro egocentrismo per un fine ultimo più grande: lucidare l’anima dell’universo perché risplenda in tutto ciò che lo compone. Come in una fiaba con i nostri Piccoli Fratelli dobbiamo volgere lo sguardo agli astri, ridefinire la rotta, e dopo un lungo cammino, approdare alla spiaggia ultima del laghetto magico. Per fare di ogni granello di sabbia che scintilla la stella infinita della nostra anima.”

Claudio Gabriele e Flessibilità Lineari Quartet
Spartito della composizione di Claudio Gabriele

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